Professioni sanitarie,duro confronto con il ministero sui percorsi di implementazione delle competenze

Il percorso partito nel 2011 per giungere all’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie, è stato lungo e tortuoso e, purtroppo, ancora lontano dalla sua definizione, nonostante la definizione degli accordi Stato-Regione relativi al personale infermieristico e a quello tecnico sanitario di Radiologia medica, fosse giunta ad uno stato avanzato.
A tal proposito, il Patto per la salute 2014-2016, all’art. 22 aveva rimarcato proprio la necessità di valorizzazione delle risorse umane del SSN, favorendo l’integrazione multidisciplinare delle professioni sanitarie e i processi di riorganizzazione dei servizi, garantendo maggiore flessibilità nei processi di gestione delle attività professionali e nell’utilizzo del personale nell’ambito dell’organizzazione aziendale. Nel farlo, però, il Patto aveva rimandato ad un disegno di legge delega quale strumento di attuazione. Tanto era bastato al MEF, preoccupato che dai percorsi potessero generarsi costi per la finanza pubblica, per intervenire e chiedere l’interruzione dei processi in corso, congelando gli Accordi Stato Regioni già definiti, in attesa del disegno di legge delega.
Nel frattempo, nel novembre 2014, dopo un laborioso confronto tra Ministero della salute e OO. SS., la Conferenza delle Regioni aveva approvato la cabina di regia sulle professioni sanitarie e sull’organizzazione del lavoro quale tavolo politico congiunto tra Ministero, Regioni, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei professionisti sanitari e medici sul quale discutere, tra l’altro, di integrazione professionale e sviluppo dei percorsi di diagnosi cura e assistenza.
Anche la legge di stabilità 2015 approvata con L. 190/2014, intervenne sull’implementazione delle competenze prevedendo, all’art. 1 comma 566, che con Accordo Stato-Regioni previa concertazione con le parti sociali e rappresentanze delle professioni, avrebbero dovuto essere definiti i ruoli, competenze, relazioni professionali e responsabilità individuali e di equipe su compiti, funzioni e obiettivi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione, anche attraverso percorsi formativi complementari.
Tanto era bastato però alle organizzazioni sindacali dei medici per disconoscere la cabina di regia e tentare, come nei fatti è avvenuto, di intraprendere qualsiasi altra strada pur di interrompere l’implementazione delle competenze, impedendo l’avvio dei lavori del tavolo politico sul quale discutere l’organizzazione del SSN.
Ultimamente il Ministero della Salute, ha convocato per il 25 maggio u. s. un tavolo tecnico compartecipato dalle rappresentanze delle professioni sanitarie e dalle OO. SS., separato da quello istituito per la dirigenza medica, sul quale discutere tra l’altro di linee guide e di indirizzo del SSN, compreso il ruolo delle professioni sanitarie.
Tale dinamica di separazione tra le professioni, di compartimenti stagni, è anacronistica rispetto a quanto accade ogni giorno nelle realtà sanitarie e che non giova a nessuno. Un segnale di scollamento e di divisione tra le professioni che operano nel SSN che pensavamo non dovesse più caratterizzare i tempi che viviamo e che, con l’istituzione della cabina di regia, ritenevamo di aver definitivamente superato.
Per queste regioni la CISL FP, insieme alla FP CGIL e alla UIL FPL, ha deciso di non partecipare ai lavori del tavolo tecnico sulle professioni infermieristiche se prima il ministero non darà un segnale concreto della volontà di mettere fine allo stallo di numerose importanti questioni, sulle quali c’era già stata condivisione tra Ministero della Salute, Regioni, Rappresentanze Sindacali e Professionali ma che sono ferme perché si è consentito ad una parte di esercitare il potere di veto, a partire dalla bozza di accordo per l’Implementazione delle competenze infermieristiche e all’avvio finalmente del tavolo politico, propedeutico a quello tecnico, già discusso e individuato nella cabina di regia.
Prima di abbandonare i lavori del tavolo tecnico abbiamo comunque confermato al Sottosegretario la piena disponibilità ad un confronto che metta in primo piano i bisogni dei cittadini e del sistema e le competenze ed i modelli organizzativi necessari a darvi risposta, a patto però che esso sia inquadrato in un contesto complessivo e chiaro di obiettivi e di percorso.

(Fonte Cisl Fp Nazionale-Daniela Volpato Segretario Nazionale)



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