Sanità.Richiesta di incontro: Orario di lavoro e Riposi

Le Organizzazioni sindacali Cgil,Cisl e Uil unitariamente hanno ritenuto dover portare all'attenzione alcune problematiche relative al provvedimento legislativo n. 161/2014 che ha recepito la Legge europea 2013-bis.
Nello specifico, l'articolo 14 della suddetta legge prevede, tra le altre cose, che al fine di garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, i contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto sanità disciplinano le deroghe alle disposizioni in materia di riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario nazionale preposto ai servizi relativi all’accettazione, al trattamento e alle cure, prevedendo equivalenti periodi di riposo compensativo, immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare. Nelle more del rinnovo dei contratti collettivi vigenti, le disposizioni contrattuali in materia di durata settimanale dell’orario di lavoro e di riposo giornaliero cessano di avere applicazione.
Dal 25 novembre 2015 per tutti i dipendenti del servizio sanitario nazionale verrà dato uno stop alle deroghe previste dalla vigente legislazione su alcune materie che regolano l’orario di lavoro quali la legge n. 66/2003 (per i dipendenti del comparto) e dal decreto legge n. 112/2008 (per la dirigenza) e varrà anche per la contrattazione collettiva.
A tal fine, le OO.SS. hanno precisato che le "deroghe" previste nei CCNL del 2008-2009 avevano come scopo quello di procedere ad una riorganizzazione del lavoro nell'ambito del SSN finalizzata ad un miglioramento dei servizi e delle prestazioni sanitarie ai cittadini. Tale riorganizzazione era stata pensata in via "transitoria" ed avrebbe trovato una propria collocazione all'interno dei contratti collettivi nazionali che sarebbero stati poi rinnovati ed una congrua soluzione derivante dall'adeguamento delle dotazioni organiche.
Ma gli interventi dei Governi che si sono susseguiti, che hanno comportato il blocco della contrattazione, i tagli lineari, i tagli alla sanità, i tagli ai servizi, non hanno reso possibile quella riorganizzazione inizialmente prospettata.
Relativamente all'intervento legislativo ultimo, quello concretatosi con la legge n. 161/2014, la preoccupazione che le scriventi hanno riguarda le ripercussioni a breve, media e lunga durata che si avranno sulla Sanità pubblica. Ma non solo. Se si pensa anche agli interventi contenuti nel DDL AS 2111 (legge di stabilità 2016), oggi all'esame del Senato, ed ai tagli che vengono fatti, ancora una volta, sulla Sanità pubblica, la situazione appare quanto mai aggravata tenuto conto che, ad oggi, nessun processo di riorganizzazione, non essendo stati peraltro ancora rinnovati i contrati nazionali, è stato posto in essere o è da considerarsi in atto.
Alla luce di quanto sopra le OO.SS. unitariamente hanno comunicato la propria indisponibilità a concordare deroghe all'applicazione delle norme sui riposi e sull'orario massimo, al di fuori del rinnovo del CCNL 2015-2018.
Le stesse hanno invitato i Ministeri in indirizzo e Conferenza delle Regioni a vigilare, ciascuno secondo le proprie responsabilità, sul rispetto delle norme in materia in tutte le Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Nazionale.
Fp Cgil – Cisl Fp - Uilfpl hanno ribadito quindi la richiesta di avviare immediatamente le procedure per il rinnovo del ccnl, all'interno del quale disciplinare anche la materia dei riposi e dell'orario.

In allegato:
La lettera di richiesta incontro
La scheda tecnica orario lavoro e riposi
La bozza direttiva Aran



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