CISL FP, nelle Regioni aumentate spese per poltrone, non per lavoratori

(Labitalia) - Secondo uno studio di Confartigianato, tra il personale delle Regioni ci sarebbero 24.000 esuberi e un dipendente su tre sarebbe di troppo. Ma, osserva con Labitalia Daniela Volpato, segretario nazionale della Cisl Fp, "tanto le dotazioni organiche, quanto la spesa per il personale nelle Regioni e nelle autonomie locali sono in calo ormai da anni". "Uno studio basato esclusivamente su benchmark -critica la sindacalista- rischia di perdere di vista il problema nella sua complessità: siamo di fronte a un regionalismo per molti tratti fallito e a un federalismo mal costruito, sono aumentati i centri di potere e di costo, senza effettiva responsabilizzazione delle classi dirigenti locali e decentramento reale delle funzioni. E senza migliorare i servizi".
Per questo, la Cisl Fp chiede da tempo "a governatori, presidenti di Provincia e sindaci" un confronto "vero, ente per ente, prima che sugli organici, sulle competenze e sulle professionalità".
E sui risparmi che deriverebbero dal taglio di 24.000 esuberi, Volpato dice: "La spesa locale e' aumentata del 170% negli ultimi vent'anni, nonostante il calo progressivo del personale. Cioè non sono aumentate le spese per pagare i lavoratori, ma quelle per i consumi, gli appalti, le sedi di rappresentanza, la moltiplicazione delle poltrone. Soprattutto, rispetto al capitale umano, il problema sono i costi che non si vedono e che non figurano nelle stime: le consulenze, le esternalizzazioni, le commesse. E' lì che si è generato clientelismo e favori per combattere gli sprechi nelle Regioni, sostiene Volpato, "prima di tutto serve una grande operazione sulla trasparenza: vale a dire più controllo dei cittadini e dei lavoratori sui bilanci e sulla gestione della spesa regionale. Ente per ente, voce per voce".
E poi ci sono strumenti efficaci, a partire dai piani di razionalizzazione (il cosiddetto art. 16 del dl 78/2011) che devono servire appunto -continua- a riorganizzare gli enti e generare risparmi da investire nei nuovi servizi e nella valorizzazione delle persone. Così come i costi standard, sempre all'ordine del giorno e sempre rinviati, o una vera revisione della spesa che coinvolga in primo luogo chi i servizi li produce. Per questo, dai governi centrale e locali -conclude l'esponente della Cisl Fp - pretendiamo più coraggio, quel coraggio che chi invoca o applica la ricetta dei tagli lineari dimostra di non avere".
Roma, 23 ottobre 2012




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