Stabilizzazione del personale precario nel comparto Autonomie locali

Si ritiene utile sintetizzare le disposizioni legislative in vigore, inclusa la legge finanziaria 2009, che interessano i processi di stabilizzazione nelle autonomie locali.

Enti soggetti al patto di stabilità ovvero con popolazione superiore ai 5000 abitanti

Per questi enti rimangono in vigore le disposizioni del comma 558 della legge 296/2006 (finanziaria 2007) che consentono agli enti di assumere, nei limiti dei posti disponibili in organico, il personale a tempo determinato (in possesso dei requisiti indicati) e gli LSU purché nel rispetto delle regole del patto di stabilità.
La finanziaria 2008 (art. 3,comma 90 lett. b) ha previsto la possibilità di stabilizzazione per il personale che matura i 3 anni in virtù di contratti stipulati anteriormente al 28 settembre 2007, allargando quindi l’ambito dei destinatari per l’ applicazione delle procedure di stabilizzazione.

Articolo 76, comma 4 Legge 133/08
“In caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno nell'esercizio precedente è fatto divieto agli enti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione.”

Articolo 76, comma 7 Legge 133/08
L’altra ipotesi di blocco totale delle assunzioni è prevista dall’art. 76 comma 7 per i comuni che, in attesa del DPCM che definisca nuovi parametri di virtuosità, registrino un’incidenza delle spese di personale pari o superiore al 50% delle spese correnti.

Enti non sottoposti al patto di stabilità

Si rammenta che il comma 562 dell’articolo unico della legge n. 96/2006 (Finanziaria 2007) dispone : “Per gli enti non sottoposti alle regole del patto di stabilità interno, le spese di personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’IRAP, con esclusione degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali, non devono superare il corrispondente ammontare dell’anno 2004.
Gli enti di cui al primo periodo possono procedere all’assunzione di personale nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel precedente anno, ivi compreso il personale di cui al comma 558.”(stabilizzazioni)

Art. 76 comma 2 legge 133/2008
In attesa dell’emanazione del DPCM si prevede la sospensione delle deroghe previste dalla Finanziaria 2008 (in particolare art. 3 comma 121), alla riduzione delle spese del personale.
Solo per gli Enti con un numero di dipendenti a tempo pieno pari o inferiore a 10 continui ad applicarsi il disposto di cui al comma 121 citato e dunque la relativa possibilità di derogare al comma 562 ovvero alla riduzione complessiva della spesa.del personale.
Si evidenzia che la disciplina attualmente vigente ed in commento sarà modificata dal DPCM previsto dal comma 6, articolo 76 della legge n. 133/2008.
Il DPCM, infatti, da emanarsi previo accordo tra governo, regioni e autonomie locali da concludersi in sede di conferenza unificata, secondo quanto previsto dal comma 6, avrà ad oggetto “parametri e criteri di virtuosità, con correlati obiettivi differenziati di risparmio” e in tale sede saranno altresì definiti i “criteri e modalità per estendere la norma anche agli enti non sottoposti al patto di stabilità interno”.
Gli Enti non sottoposti al patto di stabilità, dunque, applicheranno le disposizioni dettate dalla legge n. 133/2008 fino all’emanazione del DPCM.

Il conto annuale 2007 elaborato dalla Ragioneria Generale dello Stato ai sensi del titolo V del decreto legislativo n. 165/2001, ha fornito i dati sul numero di personale con rapporto di lavoro flessibile in particolare:
44.545 tempo determinato
24.095 LSU
5.626 interinale
1.330 formazione e Lavoro



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