Assunzioni personale enti non soggetti al patto di stabilità

Si trasmette un parere espresso dalla Corte dei Conti Sezione Regionale Lombardia, concernente la disciplina che devono osservare i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, ovvero non soggetti al patto di stabilità interno, per poter procedere a nuove assunzioni di personale nel corso del 2011.

Il parere approfondisce la più recente normativa che si è succeduta nel tempo, concentrando l’attenzione sui contenuti del D.L. n. 78 convertito in legge n. 122 del 2010, che ha ridisegnato complessivamente i vincoli che gli enti locali sono tenuti ad osservare in materia di spese di personale.

La nuova normativa è contenuta nell’art. 14, commi da 7 a 10 che, seguendo la precedente impostazione del legislatore, prevede disposizioni differenziate per i Comuni soggetti al patto di stabilità e quelli non soggetti a tale vincolo.

In particolare per quelli non soggetti al patto di stabilità interessa il comma 10 che si limita a prevedere che “All'art. 1, comma 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni, è soppresso il terzo periodo”.

In sostanza il comma 10 prevede la conferma delle norme contenute nel comma 562, dell’art. 1 della Legge finanziaria 2007, ovvero possibilità di procedere alle assunzioni di personale nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nell’anno precedente e tetto massimo di spesa di personale dell’anno 2004, con l’unica novità costituita dall’abrogazione della possibilità (prevista dalla Finanziaria 2008) di derogare al parametro di spesa per gli enti che avessero parametri di virtuosità in termini di rapporto tra spesa del personale/spese correnti e fra popolazione/dipendenti.

La Corte prosegue poi analizzando la portata del comma 9 ed in particolare analizzando la sua applicabilità agli enti non soggetti al patto di stabilità.

Si rammenta che il comma 9 dispone che “È fatto divieto agli enti nei quali l'incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti enti possono procedere ad assunzioni di personale nel limite del 20 per cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente".

La Corte dei Conti conclude che da una lettura combinata delle norme emerge che il limite dell’incidenza del 40% della spesa è sicuramente applicabile anche agli enti con popolazione al di sotto dei 5.000 abitanti in quanto principio di carattere generale, mentre il limite riferito alle nuove assunzioni che non possono superare il 20% della spesa delle cessazioni che si sono verificate nell’anno precedente è una norma che interessa soltanto gli enti soggetti al patto di stabilità.

Dal parere emerge che gli enti non soggetti al patto di stabilità, a partire dal 1° gennaio 2011 possono effettuare nuove assunzioni nei limiti del personale cessato nell’anno precedente, fermo restando che la loro spesa complessiva di personale incida in misura inferiore al 40% sulla spesa corrente e fermo restando il vincolo di spesa del 2004.

Pertanto dall’orientamento espresso si evince che il limite finanziario del 20% della spesa corrispondente alle cessazioni dell’anno precedente non vale per gli enti non soggetti al patto di stabilità.

Il parere interviene in un punto della manovra che ha creato più di un dubbio interpretativo, e può costituire un valido sostegno per escludere l’esistenza di questo ulteriore vincolo finanziario per le assunzioni negli enti di piccole dimensioni.



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