Equivalenze: Accordo Stato - Regioni

La Cisl Fp dalla pubblicazione del D.L.vo 502/1992, in relazione ai riconoscimenti dei titoli pregressi delle professioni sanitarie non riconosciuti nei decreti di equipollenza a seguito della Legge 42 del 1999, da sempre è stata impegnata nell’esigere e proporre un dispositivo che definisca le equipollenze per i titoli conseguiti con l’ordinamento precedente il D.L.vo 502/1992.

La risoluzione della problematica sulle equivalenze è stata fortemente sostenuta dalla CISL, anche al fine di ricercare una soluzione agli infermieri generici, ai masso fisioterapisti ed agli altri titoli, anche regionali, non ancora riconosciuti.

Le Regioni a seguito delle numerose pressioni, hanno elaborato e sottoscritto un testo di accordo con il Ministero della Salute e dell’Istruzione, approvato nella riunione della Conferenza Stato Regioni del 16 dicembre 2004.

L’accordo (allegato) prevedeva:

 Equivalenze solo ai fini dell’esercizio professionale, con il compito di definire le equivalenze ai fini dell’accesso della formazione post base delegato al MIUR (Ministero istruzione, università e ricerca.)

 Equivalenze solo per i titoli acquisti entro la data di entrata in vigore della legge 42 del 1999, o i titoli acquisiti in precedenza sulla base del vigente ordinamento;

 I crediti formativi eventualmente necessari per coloro che non raggiungono l’equivalenza in via diretta da definire da parte del Ministero dell’istruzione e dell’università e della ricerca.

 Le Regioni dovevano stabilire i termini e le modalità delle domande, effettuare l’istruttoria e trasmetterla al Ministero della salute.

 Il Ministero della salute, preso atto dell’istruttoria positiva rilascia il titolo di riconoscimento dell’equivalenza al singolo interessato.

 Le equivalenze non determinavano alcuna modifica di posizione funzionale rivestita e di mansioni esercitate.

Nel mese di marzo 2007 le Regioni, sulla base di quanto sottoscritto non avevano ancora attivato le procedure per il riconoscimento delle equivalenze, rimpallando le responsabilità con il ministero.

Quindi è stato sollecitato unitariamente ed in più occasioni il Ministero per l’attuazione dell’accordo sottoscritto con la Conferenza delle Regioni. Riavviato il percorso, si è evidenziata la volontà delle Regioni di escludere alcuni operatori, provocando la nostra determinata protesta e la richiesta di un’incontro urgente.

Nonostante le pressioni, il percorso ufficialmente è ripreso nel mese di ottobre 2009, dove nel concordare un incontro per la ripresa del confronto sulle equivalenze, è stato chiesto di valutare il problema dei circa 20.000 infermieri generici che lavorano nei servizi sanitari.

Il 29 ottobre 2009 è stato firmato un accordo che recepiva:

- La volontà del Ministero di proseguire l’iter delle equivalenze, con un testo di attuazione dell’Accordo Stato-Regioni, da recepire successivamente con specifico DPCM.

- Riconosceva l’attività di operatori come gli infermieri generici per valorizzarli con un apposito percorso (allegato).

Per la prima volta il Ministero ha assunto in forma scritta un esplicito impegno a ricercare un riconoscimento fattivo degli infermieri generici, dopo l’inquadramento in categoria C raggiunto con il CCNL 2004.

Finalmente il 10 febbraio 2011, si è concluso da parte della conferenza Stato Regioni l’iter, sottoscrivendo un’intesa con il Governo per le figure professionali in possesso degli specifici titoli previsti dal previgente ordinamento.

L’accordo (allegato) tra lo Stato e la Conferenza delle Regioni, inerente ai criteri e le modalità per il riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi universitari dell’area sanitaria dei titoli del pregresso ordinamento, in attuazione dell’art 4, comma 2, della legge n° 42 del 26 febbraio 1999, stabilisce:

 Equivalenze sono solo ai fini dell’esercizio professionale.

 Le equivalenze riguardano i titoli acquisti entro la data di entrata in vigore della legge 42 del 1999, o i titoli acquisiti in precedenza sulla base del vigente ordinamento;

 Le Regioni stabiliscono i termini e le modalità delle domande, effettuano l’istruttoria e trasmettono al Ministero della salute la documentazione.

 Il Ministero della salute, convoca, una conferenza dei servizi che valuta le istanze sulla base dei criteri determinati nell’accordo.

 Le equivalenze non determinano alcuna modifica di posizione funzionale rivestita e di mansioni esercitate.

 Il titolo è valutato in base ai seguenti parametri:

1. durata del corso.
10 Punti - 3 anni ovvero almeno 2250 ore
8 Punti - 2 anni ovvero almeno 1500 ore
6 Punti - 1 anno ovvero almeno 750 ore


2. Esperienza lavorativa (attività svolta per almeno 1 anno, anche non continuativo, negli ultimi 5 anni.)

10 Punti - 20 anni 0 più
0,5 Punti - Per ogni anno di esperienza al di sotto dei 20 anni

 Il punteggio conseguito per il riconoscimento deve essere di almeno 12 punti.

 Qualora il punteggio sia inferiore di 12 ma superiore ai 6, i crediti formativi necessari per raggiungere l’equivalenza in via diretta sono definiti dal Ministero dell’istruzione e dell’università e della ricerca.

Gli infermieri generici e le puericultrici, come sottoscritto nell’accordo del 29 ottobre 2009, dovranno trovare adeguata valorizzazione, in un confronto promosso dal Ministero della Salute, con le Regioni.

La Cisl Fp come sempre, sarà impegnata con determinazione, nel ricercare e proporre le soluzioni adeguate alla problematica.



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