Mibact, ripartiamo dal nostro lavoro.

Per un sistema dei Beni culturali all’altezza del nostro patrimonio, dobbiamo ripartire dal lavoro e dalla valorizzazione delle professionalità. Come? A iniziare dai salari, rinnovando i contratti nazionali fermi da 6 anni, ma anche pagando subito la produttività arretrata e riferita a prestazioni giù svolte (quelle degli ultimi mesi del 2014 e del 2015), bloccando l’inaccettabile tentativo del governo di scippare il Fua dei lavoratori ministeriali nella legge di assestamento di bilancio. E articolando nuovi progetti condivisi per migliorare i servizi: chi lavora in prima linea con i cittadini e i visitatori ha diritto al giusto riconoscimento economico e professionale.
Altra priorità sono le storiche carenze di organico del Mibact: se i beni culturali sono la ricchezza del Paese, per farli funzionare servono le persone: architetti, archivisti, bibliotecari, storici dell’arte, restauratori, vigilanti, custodi… vogliamo subito un piano di assunzioni. Così come più formazione e riqualificazione, fermando la mobilità selvaggia e gli ordini di servizio utilizzati per coprire i “buchi” di personale.
Siamo stanchi di giustificare disorganizzazione e disservizi. Il sistema Mibact vogliamo cambiarlo noi, con più servizi, più attenzione all’utenza, più benessere organizzativo, più coinvolgimento dei lavoratori. E trasparenza e legalità nelle concessioni e negli appalti. Per questo diciamo “no” al Governo delle finte riforme e “sì” a una vera riorganizzazione del Mibact,

In allegato il Volantino



Condividi