Polo unico per le visite fiscali.Nota esplicativa

dal 1° settembre è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscali disciplinato dall’art. 18 del d.lgs. 75/2015 che ha disposto la devoluzione delle competenze e delle risorse inerenti le visite fiscali dei dipendenti pubblici (sino ad oggi affidate anche alle ASL) in capo all’INPS.


Più nel dettaglio, si dispone l’attribuzione all’INPS, in via esclusiva, degli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia, effettuati d’ufficio o su richiesta con oneri a carico dello stesso Istituto, che provvede nei limiti delle risorse trasferite dalle amministrazioni interessate. A tal fine, il rapporto tra l’INPS e i medici di medicina fiscale verrà disciplinato da apposite convenzioni stipulate dall’INPS con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale, che garantiscono il prioritario ricorso ai medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento (di cui all’art. 4, c. 10-bis, del D.L. 101/2013).


Una importante novità introdotta dal d.lgs. 75/2017 è rappresentata dall’armonizzazione della disciplina del settore pubblico e privato in tema di fasce orarie di reperibilità in caso di malattia. A tal fine, viene demandata ad un apposito decreto interministeriale la definizione delle fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo, nonché le modalità per lo svolgimento delle stesse visite e per l'accertamento (anche con cadenza sistematica e ripetitiva) delle assenze dal servizio per malattia. Sul punto si precisa che fino all’adozione del citato decreto restano in vigore per i dipendenti pubblici le fasce di reperibilità stabilite dal D.M. 12 diecmbre 2009 n. 206 (9.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00) la cui applicabilità dovrebbe essere estesa ai lavoratori privati oggi destinatari di fasce orarie più ridotte (10.00 – 12.00 / 17.00 – 19.00).


Le modifiche alla disciplina degli accertamenti fiscali in caso di assenza per malattia riguardano adempimenti procedurali che spettano alla parte datoriale.


In particolare, viene confermato per il dipendente in malattia l’obbligo di comunicare all’amministrazione di appartenenza la necessità di allontanarsi dal domicilio per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati (obbligo già vigente prima delle modifiche normative in oggetto). La novità introdotta è che a seguito della costituzione del Polo unico spetta all’amministrazione che riceve la comunicazione preventiva inoltrarne copia all’INPS.


Inoltre, si dispone che i controlli sulla validità delle certificazioni mediche rilasciate da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale restano in capo alle singole amministrazioni pubbliche interessate e che l’INPS utilizza la certificazione medica inviatagli per via telematica (che riporta anche il codice nosologico) per lo svolgimento delle attività connesse all’accertamento medico-legale, anche mediante la trattazione dei dati riferiti alla diagnosi.


Il messaggio Inps n. 3265 del 9 agosto 2017, nel fornire le prime indicazioni operative in attesa della pubblicazione del citato decreto specifica che:
• l’Ufficio interessato dovrà richiedere all’INPS mediante apposita piattaforma l’effettuazione della visita fiscale e, contestualmente, dovrà precisare se in caso di assenza del dipendente dal domicilio comunicato deve essere effettuata o meno la visita ambulatoriale per valutare l’effettiva sussistenza dello stato morboso;
• in caso di assenza dal proprio domicilio per giustificati motivi, il lavoratore dovrà comunque informare preventivamente il proprio Ufficio, e non l’INPS, oltre che presentare su richiesta idonea documentazione;
• l’Inps non effettuerà accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale, in quanto di competenza esclusiva dell’Inail;
• in caso di assenza dal domicilio a seguito di visita medica di controllo disposta d’ufficio, l’INPS convocherà il lavoratore a visita ambulatoriale valutando solo l’effettiva sussistenza dell’incapacità temporanea al lavoro e la relativa prognosi, nonché gli eventuali documenti, solo se di tipo medico-sanitario, prodotti dal lavoratore a giustificazione dell’assenza a visita nelle fasce di reperibilità. Tuttavia non compete all’Inps istruire, esaminare e valutare la giustificabilità di assenza dal domicilio (o di mancata presentazione a visita ambulatoriale del lavoratore); circostanze, queste, che saranno comunicate alle amministrazioni per le valutazioni di loro competenza.


In ultima analisi, le modifiche apportate dal d.lgs. 75/2017 non riguardano la disciplina delle misure sanzionatorie conseguenti alla falsa attestazione dello stato di malattia né risultano introdotti nuovi adempimenti a carico del lavoratore.

Fonte Cisl Fp Nazionale

In allegato la nota esplicativa



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