CGIL CISL E UIL Fp su incontro tavolo Unioncamere del 23 maggio

Comunicato unitario.
Nella riunione che si è tenuta il 23 maggio al tavolo di Unioncamere con le OO.SS. sul Piano di razionalizzazione organizzativa delle Camere di Commercio (in osservanza a quanto previsto all’art. 3 del d.lgs. 219/16) sono stati illustrati i criteri e la metodologia seguita per la stesura dello stesso.
Su un assetto dei servizi e delle funzioni fissati nel nuovo decreto non ancora declinati, e ancora in divenire, i modelli organizzativi per la costruzione del Piano generale verranno definiti nell’Assemblea generale dei Presidenti del 30 maggio p.v.
Entro l’8 giugno Unioncamere dovrà produrre un documento con:
- nuovi accorpamenti per rideterminare le circoscrizioni territoriali ad un massimo 60 Camere (quelli già fatti, ma per lo più il resto è su intendimento e tutto da realizzare),
- la razionalizzazione e riduzione delle sedi
- la razionalizzazione e riduzione delle aziende speciali (tra 54 e 57),
- la ridefinizione delle dotazioni organiche (personale dirigente e non dirigente) e conseguente rideterminazione delle risorse finanziarie.
Per quanto riguarda il piano di riassetto organizzativo, i criteri sono un dimensionamento proiettato sul futuro delle risorse professionali rispetto alle competenze istituzionali e una progressiva riduzione del personale assegnato alle funzioni di supporto.
In relazione al piano di ridefinizione delle dotazioni organiche, i criteri seguiti sono stati:
- la riduzione dello scostamento esistente fra dotazioni organiche “storicizzate” e personale in servizio (circa 2.000 posti);
- la previsione di fuoriuscite di personale nel triennio 2017-19 per pensionamenti di vecchiaia e risoluzioni unilaterali;
- la formazione di cluster omogenei di camere aventi caratteristiche simili riguardo al bacino di utenza servito;
- la sostenibilità finanziaria della gestione corrente tenendo conto di tale ridefinizione e dell'aumento del 20% del diritto annuale.
In sostanza vi saranno 96 piani di riassetto uffici e ridefinizione piante organiche, ma si procederà secondo alcune fasi:
1. in un primo momento, il piano prenderà in considerazione soltanto i sovrannumeri derivanti dai pensionamenti previsti nel triennio, con conseguente riduzione degli organici effettivi entro il 2019;
2. per gli altri eventuali sovrannumeri, è in atto un accordo con la Funzione Pubblica affinché si proceda ad una ricognizione preventiva dei posti vacanti disponibili presso amministrazioni statali, enti pubblici non economici ed agenzie: una volta conosciuto il numero totale di posti disponibili si procederà ad individuare il numero degli altri eventuali sovrannumerari, che certamente sarà nettamente inferiore alla disponibilità di posti;
3. presumibilmente entro luglio le camere approveranno le nuove dotazioni organiche come previsto dal decreto, ed in quel momento, operando il confronto fra queste e la consistenza effettiva degli organici, si arriverà alla definizione di una quantità di sovrannumerari (che dovrebbe situarsi in una forbice fra 120 e 180) da gestire in prima battuta con gli strumenti della mobilità volontaria ed intercamerale previsti dal decreto, poi con la mobilità verso gli enti che avranno indicato alla Funzione Pubblica dei posti disponibili: il tutto con l'obiettivo finale di evitare l'attivazione del portale della mobilità per una quantità di esuberi veramente limitata;
4. entro il 7 agosto il Mise provvederà ad approvare le nuove circoscrizioni territoriali e le nuove dotazioni organiche.
E' chiaro che, alla fine di tutto il processo nel 2019, le Camere dovranno procedere ad una nuova riorganizzazione, che terrà conto della futura ridefinizione delle funzioni e dei compiti ad esse attribuiti, e quindi ad una riformulazione delle dotazioni organiche che le renda più aderenti alle nuove realtà operative.

In allegato il materiale illustratoci da Unioncamere



FP CGIL CISL FP UIL FPL
Alessandro Purificato Maurizio Petriccioli Daniele Ilari










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